24/10/2007
commenti pro birmania
dal momento che commenti all'articolo "birmania libera" per motivi tecnici non figurano nel sito, li pubblichiamo in questo articolo, promettendoci di aggiornarlo volta per volta.
inviato da Giovanni Pili
tutta la redazione di psykeblog, si augura vivamente che il formidabile gesto di libertà e di umiltà dei monaci birmani non venga dimenticato, e non risulti inutile a causa dell'indifferente diplomazia europea e del movimento pacifista, che evidentemente siccome gli americani mostrano il loro aperto appoggio ai birmani, non trovano la questione abbastanza cool!
inviato da fox89
forza birmania!!!
inviato da sytry82
l'importante è non dimenticare mai, solo in questo modo i regimi possono essere sconfitti
15:10
Scritto da : sytry82
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23/10/2007
BIRMANIA LIBERA





10:20
Scritto da : sytry82
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21/10/2007
LA CANNA KILLER
pubblicato da "radicagliari.org" il 21.05.2007
di Giovanni Pili
Contrariamente a quello che i giornalisti del TG4 stanno cercando di farci credere, con sprezzo del buon senso e dell’etica della loro professione; gli inquirenti stanno ancora cercando la verità sulla morte di Dario Evola, studente quindicenne morto nella sua classe a Paderno Dugnano, l’ipotesi della procura, (che non tiene conto ancora né di una autopsia, ne della consultazione di esperti tossicologi) è che il ragazzo sia morto a causa di uno spinello fumato prima di entrare a scuola, in base ad una testimonianza di due compagni di classe.
Chiunque sia informato, anche solo a grandi linee sui reali effetti delle droghe leggere, avrà colto come me la straordinarietà del caso; a me fa ricordare quello del sig. Flaviano Cotta, di 49 anni, morto nel febbraio 2007 a Roma dopo avere assunto del viagra. (!)
Nessuno, in ogni modo, ha mai pubblicato, anche solo un trafiletto nell’ultima pagina, né dedicato uno spazio televisivo in seconda serata che ipotizzasse anche solo lontanamente la nocività del viagra, questo perché la famosissima pillola blu non ha mai occupato un posto di rilievo nei dibattiti politici e culturali, le evidenze scientifiche erano sufficienti a farci capire che non si muore di viagra senza una o più cause concomitanti.
Diverso è il discorso delle droghe leggere, nonostante le evidenze che la medicina ci mette a disposizione, la propaganda politica prevale, ignorando le cause coincidenti che hanno causato la morte del ragazzo. Non si può parlare della vicenda di Welby senza essere additati come qualunquisti e opportunisti politici, ma si può invece associare la marijuana con effetti collaterali che non corrispondono assolutamente a quelli del principio attivo della cannabis o dell’hashish; non mi voglio dilungare nell’elencarli, ma in qualsiasi sito universitario, di medicina, o anche di qualche associazione palesemente proibizionista, non troverete mai nessuna indicazione su presunti effetti di depolarizzazione della membrana neuronale, (che può provocare il coma) ne saranno mai citati casi di cardiopatie causate direttamente dall’uso di marijuana o hashish, semplicemente perché questo a livello chimico sarebbe impossibile!
Dire che un ragazzo è morto per uno spinello sarebbe come sostenere che un uomo, morto dopo avere inghiottito una pillola con un bicchiere di vino, sia la prova inconfutabile che il vino uccide.
Presto questo triste caso sarà spiegato nelle sue reali cause dirette e scientificamente dimostrate, la sua utilità mediatica svanirà, (ma non l’effetto terrorizzante, degno di un regime talebano, dove la scienza non conta se contraddice l’ipse dixit dei governanti) a quel punto sarò curioso di vedere in quanti si affretteranno a trovare nuove notizie interessanti, per affossare questo esempio di disinformazione e salvare la faccia, di fronte a quei potenziali elettori che però hanno anche una testa, con cui ragionare e un telecomando, per poter scegliere da chi farsi informare.
17:35
Scritto da : sytry82
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UN TIPICO CASO DI "DISSONANZA COGNITIVA"
bubblicato il 07.04.2007 da "la destra.info"
di Giovanni Pili
Durante lo studio del manuale di psicologia sociale della prof. Lucia Mannetti, mi sono imbattuto nella teoria (per altro molto nota nell’ambiente sociologico) del sociologo Leon Festinger, risalente al lontano 1957 che descrive il problema della dissonanza cognitiva e spiega come le persone quando sono indotte a dire qualcosa che non corrisponde al proprio stile di vita e successivamente gli si rinfaccia il fatto che quelle cose le hanno dette in tutta libertà di coscienza; nel momento in cui si pentono di averle dette tendono a trasformare il loro risentimento (dissonanza cognitiva) nel pieno convincimento di non essere stati incoerenti con se stessi. Tutto questo può essere spiegato facilmente adattando l’esempio presentato dal Festinger ai politici, in particolare al buon vecchio Casini: Un politico divorziato indotto a pronunciare un discorso contro i DICO, viene indotto a credere di essersi comportato in tal modo per libera scelta (magari in nome degli anni di militanza nella DC). A questo punto pero prova uno stato di tensione spiacevole dovuta alla dissonanza tra il proprio comportamento (essere divorziato) e il proprio discorso (contro i diritti alle coppie non sposate).
Per porre fine a tale stato di tensione spiacevole il politico sarà portato a modificare il proprio atteggiamento e a pensare che, forse, non è poi veramente cosi incoerente la posizione da lui espressa: .Non sto mica negando il divorzio! •Il fatto che in pratica un regolamento della camera riconosca già dei PACS ai deputati, non è giusto…ma non ho mica votato io quel regolamento! Mio caro Casini, altro che tamponi per il test tossicologico!
… qui ci vuole Crepet!
17:33
Scritto da : sytry82
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