EDITH JACOBSON

 

d9ccada135cc6253653b09dacfe69286.jpgdi Giovanni Pili

 

Il Sé

 

L’Io si inserisce nel Sé in rapporto all’oggetto. Nei primi mesi di vita, prima che sia sviluppato L’Io e si sia sviluppata una distinzione tra Sé e mondo oggettuale, le pulsioni lipidica e aggressiva sono ancora indifferenziate e vengono prevalentemente scaricate all’interno attraverso canali fisiologici. (se primario psicofisiologico)

Man mano si aprono, con la scoperta del mondo oggettuale, dei canali di scarica verso l’esterno. I concetti freudiani di narcisismo e masochismo primario non hanno valore per la Jacobson. Il nucleo primario del futuro Io, costituito dalle zone erogene pregenitali viene periodicamente iper-investito e le pulsioni cominciano a differenziarsi; tali pulsioni neutralizzate e parte di quelle lipidiche e aggressive verranno investite nella costruzione dell’Io e del Super-Io.

 

Nel corso della formazione dell’Io, le rappresentazioni del Sé vengono investite di libido e aggressività, tali rappresentazioni acquisiscono lo stato di oggetti per le finalità di meta della scarica pulsionale.

 

Con la Jacobson la fase anale si estende in una ampia varietà di esperienze stimolanti, gratificanti e frustranti, alle quali il bambino reagisce con risposte psicobiologicamente prestrutturate. Nelle loro fantasie magiche e illusorie i bambini imitando la madre desiderano di poter di nuovo immergersi in lei. Sono il risultato dei primi meccanismi di introiezione e proiezione.

 

Già dalla prima settimana l’Io comincia a compiere le sue funzioni, con le prime relazioni oggettuali si comincia a strutturare il Sé. Solo dopo i sei mesi il bambino capisce che l’oggetto buono/cattivo è un’unica cosa. La percezione del mondo esterno si sviluppa in modo più rapido della percezione del Sé, la dove si può distinguere tra due tipologie:

 

Sé desiderato che rappresenta il futuro

 

Sé presente che rappresenta il passato

 

Col proseguire dello sviluppo, nella formazione della dinamica del Sé acquistano maggiore importanza gli altri familiari del bambino, secondo la modalità parziale di identificazione e invidia.

 

Identità e sviluppo del Super – Io

 

Il Super-Io governa anche l’umore, oltre che essere il regolatore dell’Io, il S.I ha una organizzazione difensiva consistente e coerente, è una unità funzionale che comprende principi etici internalizzati, è l’ultima istanza del processo di maturazione.

 

Quando si scopre che i genitori internalizzati non sono più dei “super eroi” allora sorge la delusione, con la neutralizzazione si cede energia lipidica neutralizzata per il processo di idealizzazione ; se tale processo è precoce sorge il narcisismo, perché interno/esterno non sono ancora differenziati, diversamente si forma l’ideale dell’Io. Il complesso di edipo non avviene per minaccia effettiva, ma è il desiderio del bambino di castrare il padre che porta a temere una vendetta paterna.

 

Nella bambina lo shock edipico porta alla svalutazione di se e della madre, la mancanza del pene si compensa col suo corpo in se, l’ideale dell’Io si sviluppa presto e il suo orientamento attrattivo per il suo corpo/pene caratterizza la donna adulta.

 

Nel bambino una madre “deludente” può impedire che l’oggetto d’amore si focalizzi sulla madre causando spesso omosessualità.

EDITH JACOBSONultima modifica: 2007-11-22T19:03:35+01:00da sytry82
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